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Bottiglie di vino: di che tappo sei?

Scritto il giugno 16th, 2010 da admin

Ne hanno parlato di recente vari magazine che fanno del vino il loro principale argomento: se ci chiedono di pensare al tappo di una bottiglia di vino, la mente corre immediatamente al classico cilindretto di sughero, ma esistono alternative valide alle quali, probabilmente, faremmo meglio ad abituarci.

La discussione sull’argomento tappi si è accesa in modo particolare in seguito all’uscita della bizzarra campagna pubblicitaria della Fédération Nationale du liège (la Federazione Nazionale del sughero francese), secondo la quale il materiale naturale è stato “sempre imitato e mai uguagliato”.

I tappi di sughero sono però bollati dagli ecologisti come il male assoluto, nonostante i produttori del prezioso materiale assicurino un’adeguata piantumazione. Al di là dell’impronta ecologica, va detto che a volte questi stessi i tappi ci abbandonano, spezzandosi nel collo della bottiglia… E questo dà fastidio a tutti, non solo agli ecologisti!

Ma allora quali sono le alternative valide del sughero, considerando che il tappo non deve in alcun modo alterare le caratteristiche organolettiche dei vini? Il tappo in silicone, per esempio, è abbastanza diffuso, ma non molto amato dagli esperti: pare infatti che i polimeri plastici che lo compongono possano peggiorare il gusto e il profumo del contenuto della bottiglia.

I tappi a vite, chiamati anche screw cap o stelvin, stanno invece riscuotendo un grande successo, soprattutto per i vini bianchi: forse non elegantissimi (ma è anche questione d’abitudine), ma economici, ben sigillanti e facili da aprire, sono candidati perfetti per il loro rapporto qualità-prezzo. “Cugino” per caratteristiche del tappo a vite è quello a corona, che siamo abituati a vedere sulle bottiglie di birra.

Esistono anche “tappi belli”, quelli in vetro: una soluzione più costosa e per questo non ancora molto diffusa, ma da considerare per bottiglie destinate all’invecchiamento. Il tappo a vetro, tra l’altro, è anche riutilizzabile (garantendo un’ottima conservazione del vino una volta aperto) e riciclabile, per la tranquillità degli ecologisti di cui sopra.