Fin da piccoli ci insegnano che mangiare il pesce fa bene e crescendo si impara (forse) sempre più ad apprezzarlo. Ma come sceglierlo correttamente, combinando il gusto con la sostenibilità ambientale? Ci aiuta una preziosa guida di Slow Food.
Intanto bisogna individuare il pescivendolo giusto, preparato e disposto a condividere la sua esperienza. Poi bisogna richiedere esclusivamente pesci di stagione e nostrani: meno viaggi significa un prodotto più fresco e meno inquinamento per farlo arrivare sui nostri piatti.
Ѐ importante anche individuare la giusta taglia per ciascun pesce, mollusco o crostaceo che sia, né troppi piccola né troppo grande. In particolare consumare pesci in età giovanile può compromettere seriamente la loro riproduzione. Slow Food ricorda poi di scegliere le “specie neglette”, quelle cioè meno conosciute e, di conseguenza, anche meno care: spesso sono anche quelle più ricche di proprietà.
Ecco una breve lista di specie sconsigliate: salmone, tonno rosso, gamberi tropicali d’allevamento, pesce spada, datteri di mare, bianchetti, cernia bruna e merluzzo. In alternativa, ecco quelli consigliati da Slow Food: aguglia, sgombro, sugarello, palamita, zerro, pagello, lampuga, pesce pilota, pesce serra, tonno alletterato, cicerello.
Se conoscete solo i pesci no, mentre non avete mai sentito i pesci ok, fose è il caso di approfondire con la pratica guida in pdf realizzata da Slow Food: buona lettura, buona spesa e buon appetito!
via | slowfood.it


