In aprile Verona diventa la capitale del vino: naturalmente con Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati, a buon titolo considerabile una delle fiere del vino più importanti al mondo, ma anche con la meno nota VinoVinoVino, appuntamento annuale del Consorzio Viniveri e Renaissance des Appellations.
Lo stesso protagonista, il vino, per due universi quasi opposti (a distanza di pochi chilometri): al Vinitaly di Verona Fiere si celebrano le grandi cantine e l’importanza dell’export, la bottiglia dei 150 dell’Unità d’Italia e la comunicazione del vino; al VinoVinoVino di Cerea lo spirito è quello del “vino secondo natura”, del territorio e della qualità, di un’estetica che torna ad essere in secondo piano come un tempo.
Non bisogna essere degli esperti enologi per capire che tutte queste caratteristiche non dovrebbero essere considerate tra loro in contraddizione, così come i due eventi, che non a caso si svolgono quasi contemporaneamente: il consumatore del 2011 non ha forse il diritto di poter acquistare un ottimo vino di qualità, promosso in modo sincero e venduto a un prezzo onesto?
La nostra è una provocazione, che speriamo venga colta come argomento di riflessione e invito al miglioramento da parte di tutti coloro che operano attorno al mondo del vino, dai produttori fino ai giornalisti specializzati. E tra una fiera e l’altra, si attende per l’ultima domenica di maggio Cantine Aperte, dove finalmente l’attenzione si sposta sul pubblico giovane e sulla possibilità di degustare direttamente nel luogo di produzione.









